Io non volevo andarci.
Lo giuro.
Sono stata convinta — o meglio: sabotata — da un algoritmo che per settimane mi ha bombardata con foto di donne sorridenti avvolte in teli di lino, prati verdi, e titoli tipo “Ritrova la tua energia in 48 ore”.
Io, che dopo 48 ore senza carboidrati ritrovo solo la mia parte aggressiva.

Eppure, eccomi lì: venerdì pomeriggio, valigia pronta, direzione Centro Olistico Cristallino, una struttura in montagna che sul sito sembrava il set di una pubblicità del tè verde.
Dal vivo, invece… sembrava il sanatorio dove portavano i malati nei romanzi russi.

Già il parcheggio era un indizio: tre auto parcheggiate in diagonale, un furgone senza targa e un cartello scritto a mano con scritto

“Benvenuti nel vostro viaggio interiore”.

Se l’interiore fosse stato un bidone dell’umido, direi che eravamo sulla strada giusta.

La receptionist — una donna eterea che parlava come se avesse appena finito di meditare con un koala — mi accoglie:

«Qui tutto è armonia. Lasci andare le aspettative.»

Amica, io vorrei solo un weekend normale senza rischiare la pelle.
Forse l’aspettativa è proprio quella da lasciare andare.

Mi porta nella stanza.
Sul sito: “minimal chic”.
Dal vivo: minimal c’era, perché mancavano proprio le cose; chic, invece, era in ferie.

Un letto smilzo, una lampada traballante e una finestra senza tende affacciata su… un muro.
Uno scalino più in alto, sul soffitto, l’ospite fisso: un ragno che osservava tutto con l’atteggiamento di chi ha pagato più di me.

Mi dico che almeno i trattamenti saranno meglio.

Non immaginavo che sarebbero stati la parte peggiore.