Non sono mai stata una grande amante del turismo tradizionale. Le classiche vacanze in spiaggia, con file di ombrelloni e folle di turisti sdraiati al sole, non mi hanno mai attirata particolarmente.

Capisco perfettamente perché per molti italiani il mare rappresenti la scelta più semplice e rassicurante per le ferie, ma avendo pochi giorni di vacanza a disposizione ho sempre preferito investirli in luoghi che sognavo davvero di vedere, piuttosto che seguire le mete più popolari.

Per questo, una decina di anni fa, sono finalmente riuscita a convincere il mio compagno a partire con me per un viaggio in Groenlandia, una destinazione che desideravo visitare da tutta la vita.

Non era stato facile trovare qualcuno disposto a seguirmi. Tra i costi elevati, i lunghi trasferimenti e la logistica complicata, la Groenlandia non è esattamente una meta da prenotare all’ultimo momento. Bisogna mettere in conto voli, coincidenze e parecchie ore di viaggio prima di arrivare a destinazione.

Una volta arrivati, però, il paesaggio ripagava ogni fatica: iceberg giganteschi, fiordi spettacolari, villaggi isolati e una sensazione di spazio infinito difficile da descrivere.

Per me era esattamente il viaggio che avevo immaginato.

Per il mio compagno, invece, la situazione era un po’ diversa.