Se qualcuno mi avesse detto che il momento più umiliante della mia vacanza in crociera sarebbe avvenuto in costume da bagno, dentro un tubo di plastica e davanti a centinaia di sconosciuti, probabilmente non ci avrei creduto.

E invece.

Era il terzo giorno di navigazione. Sole splendido, mare calmissimo e quella sensazione meravigliosa che si prova quando l’unica decisione importante della giornata è scegliere tra un buffet e un altro.

Stavo passeggiando sul ponte quando ho notato una delle attrazioni più popolari della nave: uno scivolo gigantesco che, in alcuni punti, sporgeva addirittura oltre il bordo, lasciando intravedere l’oceano sotto i piedi.

Sembrava divertentissimo.

Mentre osservavo le persone uscire ridendo all’arrivo, una coppia incontrata a bordo mi lanciò la sfida.

«Non avrai mica paura?»

Errore fatale.

Dieci minuti dopo ero in fila.

Quando arrivò il mio turno, mi lasciai scivolare nel tubo convinta che nel giro di pochi secondi sarei arrivata in fondo. Per un attimo fu anche divertente: curve, velocità e il mare che compariva attraverso le pareti trasparenti.