Poi iniziai a rallentare.
E a rallentare ancora.
Fino a fermarmi completamente.
All’inizio pensai che fosse normale. Aspettai qualche secondo. Poi qualche altro.
Niente.
Provai a spingermi in avanti.
Niente.
Provai a muovere le gambe.
Peggio.
A quel punto dovetti accettare l’evidenza: ero bloccata.
Dentro uno scivolo.
Sospesa sopra l’oceano.
E completamente visibile da buona parte della nave.
Nel giro di pochi minuti la situazione attirò l’attenzione dei passeggeri. Vedevo persone fermarsi a guardare, indicare nella mia direzione e cercare di capire cosa stesse succedendo.
Io, nel frattempo, stavo cercando disperatamente di mantenere la calma e di ignorare il fatto che stavo diventando un’attrazione turistica.
Quando arrivò un membro dell’equipaggio, la prima cosa che gli dissi fu: