Era tutto pianificato.
Una settimana in montagna, aria pulita, zero programmi, solo famiglia e silenzio.
Dopo un anno intero di lavoro, bollette e smart working, avevo bisogno di non sentire più la parola meeting per almeno sette giorni consecutivi. Così, invece di un albergo, prenoto un Airbnb in Trentino, “chalet rustico con vista mozzafiato e atmosfera romantica”.
Le foto mostravano legno chiaro, lucine calde, un caminetto e un tavolo in legno massiccio con sopra due tazze di cioccolata.
Sembrava la casa ideale per scrivere un romanzo o girare una pubblicità del burro.
Quando arriviamo, la realtà ci accoglie con un’aria un po’ meno da pubblicità e un po’ più da “ultimo rifugio prima del nulla”.
La strada finisce letteralmente davanti alla casa, che è appoggiata a una pendenza assurda. Parcheggiare richiede più fede che abilità.
Mio marito, da ottimista cronico, dice: “Guarda che panorama!”
Io guardo: nebbia fitta, una fontana rotta e un bidone dell’umido con l’etichetta Anno 2016.
Panorama mozzafiato, sì. Dal tanfo.
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