“Next time, don’t stand between love and wood.”

Giuro che non la dimenticherò mai.

Il ritorno

Rientro in hotel zoppicando, con un sandalo mezzo rotto e la sensazione di essere sopravvissuto a una lezione di umiltà impartita direttamente dal regno animale.

La guida mi regala una piccola statuetta d’elefante “for good luck”. Io la guardo e penso che la fortuna, in effetti, quel giorno aveva fatto gli straordinari.

Nei giorni seguenti ho camminato piano, ho preso confidenza con il ghiaccio e con la mia nuova andatura claudicante.

E ho realizzato che la natura non ti manda mai segnali deboli: o li capisci, o te li imprime addosso.

Da allora, ogni volta che vedo un elefante — su una foto, un portachiavi o un documentario — sposto istintivamente il piede sinistro.

Per prudenza, per rispetto e, soprattutto, perché la saggezza, a volte, pesa davvero cinque tonnellate.