Atto I – L’offerta, l’atterraggio e la prima doccia fredda

Tutto comincia in una sera di noia, quando scorro le offerte di Ryanair con la stessa leggerezza con cui altri guardano i video dei gattini. Ed eccola lì: Tunisi, 40 euro andata e ritorno.
“È destino!” mi dico, senza riflettere che quando il destino ti chiama a così poco prezzo, forse non ti sta offrendo una vacanza, ma una punizione divina.

Convincere la mia amica è facile.
“Ma sei sicura? A luglio fa caldo.”
“Dai, è il caldo mediterraneo, quello che ti abbronza e ti fa sentire in vacanza!”

Siamo due ingenue con zainetto ridicolo e bagaglio a mano formato portachiavi. Atterriamo in un aeroporto che sembra uscito da un film degli anni ’70 e già sento un’aria… diversa. Non l’entusiasmo del turista che arriva, ma una stanchezza generale. Gente seduta, sguardi tristi, atmosfera sospesa.

Io, con la mia bottiglietta d’acqua fresca, inizio a sorseggiare come se fossi in un servizio fotografico per Evian. Dopo cinque minuti, gli sguardi addosso sono diventati raggi laser. Mia amica mi sussurra:
“Forse qui non si beve in pubblico?”
“Ma che dici? Sarà solo che siamo straniere.”

La realtà la scopriamo più tardi: Ramadan pieno. In pratica, tutto il Paese è a digiuno e noi siamo due occidentali che si aggirano con la grazia di un elefante in una cristalleria.