Ore 7:15, partenza da Padova. Il capo è in macchina con noi, quindi siamo obbligati a fingere entusiasmo. Io avrei voluto dormire, ma invece parte la sua solita filippica:
«Ragazzi, oggi rappresentiamo l’azienda. Testa alta, sorriso, e ricordate: gentilezza è competenza
Io penso: gentilezza è non costringere tre adulti in una Panda aziendale che puzza di gasolio e Ambi Pur.

Arrivati a Bologna, l’hotel è una sorpresa.
Alla reception la signorina ci dice:
«Avete prenotato una… doppia economy e una singola?»
Sguardo attonito.
La stanza è un capolavoro di sadismo: un letto alla francese sfondato, una brandina pieghevole cigolante, una finestra che non si apre e un condizionatore che sputa aria a 12 gradi costanti.
Il capo prende il king size, la collega del marketing, con un sorriso mellifluo, si accaparra la singola. Io, per non litigare, mi stendo sulla brandina, che piega la schiena a forma di Z.
Il tutto a 95 euro a notte “colazione inclusa”.

Ore 9:30: arrivo al convegno. Titolo: “Gentilezza e Leadership: il futuro del lavoro”.
Sala plenaria da 300 persone. Sul palco, una coach motivazionale vestita di giallo fluorescente. Parte subito col mantra:
«Gentilezza è potere! La nuova leadership è abbraccio, non comando!»
Il mio capo applaude come se avesse appena sentito il discorso di Churchill.