Quando abbiamo prenotato quella vacanza sul lago di Garda, avevamo un solo obiettivo: rilassarci.
Natura, silenzio, colazioni lente vista lago e qualche giorno lontano da tutto.
Avevamo scelto un bungalow in un campeggio immerso nel verde. O almeno così dicevano le foto.
Peccato che il concetto di “bungalow” fosse piuttosto elastico: in pratica una roulotte leggermente migliorata, separata dai vicini da una sottile barriera di plastica e da una siepe che aveva chiaramente rinunciato a vivere anni prima.
La prima mattina, alle 5:47 precise, siamo stati svegliati da quello che sembrava un remix techno dell’inno nazionale tedesco sparato a volume da festival.
Pensavamo fosse un incidente.
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