Alla fine, non sapendo più come comportarmi, ho fatto l’unica cosa sensata che mi è venuta in mente: mi sono rifugiato in un negozio.

Sono entrato con l’aria di uno che sta cercando di salvare la propria dignità, mentre la mucca restava fuori e le persone dentro iniziavano a ridere della scena. Non ridevano con cattiveria, anzi. Per loro era evidente che non stesse succedendo nulla di grave. Per me, invece, era una specie di prova iniziatica: turista occidentale contro mucca sacra, livello principiante.

La cosa più assurda è che la mucca non faceva assolutamente nulla di male. Non caricava, non muggiva, non era minacciosa. Era semplicemente lì. Presente. Convinta. Come se mi avesse scelto per motivi che ancora oggi ignoro.

Alla fine, dopo un po’, la situazione si è risolta da sola. Io sono riuscito a riprendere il mio giro, la mucca ha probabilmente trovato qualcosa di più interessante da fare, e gli abitanti del posto si sono portati a casa la visione di un turista terrorizzato dall’idea di offendere una mucca.

È stata una delle esperienze più surreali del mio viaggio in India, ma anche una di quelle che ricordo con più affetto.