Stavo camminando tranquillamente per strada, guardandomi intorno, quando all’improvviso è comparsa una mucca. Non una mucca in lontananza, non una mucca ferma sul ciglio della strada. No. Una mucca che sembrava avermi notato con un certo interesse.

All’inizio non ci ho dato troppo peso. In India capita di vedere animali in strada, e sapevo bene che le mucche sono considerate sacre e rispettate. Proprio per questo, però, ho cercato subito di comportarmi nel modo più tranquillo possibile. Non volevo fare gesti bruschi, non volevo spaventarla, e soprattutto non volevo commettere qualche errore culturale clamoroso nel tentativo di allontanarla.

Il problema è che lei non aveva nessuna intenzione di andarsene.

Io camminavo, lei camminava.
Io rallentavo, lei rallentava.
Io provavo a cambiare direzione, lei cambiava direzione con me.

A quel punto la situazione ha iniziato a diventare comica, ma solo per gli altri. Io ero in pieno panico diplomatico. Non avevo paura che mi facesse male, perché non sembrava aggressiva. Sembrava solo curiosa. Molto curiosa. Troppo curiosa.

Dentro di me pensavo: prima o poi si stancherà. Avrà pure una stalla, una strada preferita, un impegno bovino da qualche parte.

E invece niente.

La mucca continuava a seguirmi con una calma disarmante, come se avesse deciso che, tra tutte le persone presenti in quella cittadina, io fossi il suo progetto della giornata.