“Secondo te? Ti rispondo dall’aeroporto… probabilmente sono in aeroporto.”

Prendo la macchina, li recupero e penso finalmente di poter partire.
Macché.

Torniamo immediatamente… in aeroporto.
Perché anche loro devono essere autorizzati alla guida.
Perché devono incontrarsi con altri indipendentisti sardi.

E lì inizio a capire che la mia vacanza da eremita stava lentamente diventando un congresso clandestino della Serenissima.

Raggiungiamo un paesino sperduto in provincia di Oristano. Cena, pizza, tutto tranquillo… finché lui parcheggia l’auto a noleggio “a sentimento”, appoggiandosi praticamente a un muro.

Io, nel frattempo, fisso il paraurti pensando ai 40 euro della Kasko che avevo deciso di risparmiare per “tanto cosa vuoi che succeda”.

I giorni successivi diventano una tortura psicologica.

Loro, con la macchina presa da me, girano spiagge meravigliose, incontrano amici, fanno escursioni, vedono cale paradisiache.

Io rimango bloccato nell’entroterra come un ostaggio diplomatico.

Alla fine arriva il momento di tornare verso Cagliari per il volo di rientro.
E lì compare un nuovo problema: dove dormiamo?