Nel 2024 sono partito insieme ad alcuni amici della comunità luterana di Bolzano per New Orleans, dove avremmo partecipato al raduno giovanile ELCA. Doveva essere il classico viaggio di rientro un po’ lungo ma tutto sommato semplice: volo alle 10:10 da New Orleans per Atlanta, scalo velocissimo, poi coincidenza per Milwaukee. Sulla carta sembrava una di quelle giornate da affrontare con pazienza e zaino in spalla, niente di più. Nella realtà, si è trasformata in uno dei peggiori incubi aeroportuali della mia vita.

Arrivati in aeroporto a New Orleans, abbiamo capito subito che qualcosa non andava. Schermi impazziti, code fuori controllo, personale in evidente difficoltà, allarmi che partivano a caso e una tensione nell’aria che si tagliava col coltello. A quanto pare qualcuno aveva hackerato l’intero sistema informatico dell’aeroporto, e da quel momento tutto è precipitato nel caos più totale. I controlli TSA procedevano con la grazia di un interrogatorio, la gente si accalcava ovunque e noi restavamo bloccati lì, in fila, senza sapere se saremmo partiti davvero oppure no.

Dopo ore di attesa snervante siamo riusciti finalmente a salire a bordo. Il volo che sarebbe dovuto partire alle 10:10 è decollato soltanto alle 13:00, già con abbastanza ritardo da farci capire che la coincidenza ad Atlanta sarebbe stata una corsa contro il destino. Quando siamo atterrati alle 15:30, ci siamo praticamente lanciati fuori dall’aereo e abbiamo attraversato l’aeroporto quasi di corsa per raggiungere il gate del volo per Milwaukee, previsto alle 16:25. Il tempo di sederci, riprendere fiato e convincerci che forse ce l’avevamo fatta… e sono iniziati i guai veri.