C’era scritto: “Gita gratuita al lago di Como con pranzo offerto”. Punto. Nessun asterisco. Nessuna nota in piccolo che lasciasse intuire il disastro. E io, ingenua come un cinghiale davanti a un SUV, ho pensato: Perché no? Una giornata fuori, un po’ d’aria fresca, magari due chiacchiere con esseri umani veri invece che con Alexa.

Salgo sul pullman alle 8, insieme a un gruppo così eterogeneo che sembra assemblato da un algoritmo impazzito: pensionati che si conoscono tutti, una coppia muta con lo sguardo perso, e una signora col cappellino di paglia che racconta da mezz’ora quanto il figlio sia speciale (“Sta studiando una cosa coi droni. O forse erano i trichi?”).

Partiamo. Dopo dieci minuti, parte la sigla.
Sì, una sigla.
Musica techno e voce narrante: “Benvenuti alla giornata del benessere e dell’innovazione in cucina!”.
Io sbianco. Altro che gita al lago. Siamo in trappola.