weekend romantico a Edimburgo. Io e Luca. Due giorni tra pub scozzesi, fantasmi, castelli, brughiere e colazioni con abbastanza colesterolo da far impallidire un cardiologo del servizio sanitario britannico.
Invece no.
La nostra fuga romantica è morta a Malpensa, zona gate 32, sotto i colpi di un volo low cost cancellato con modalità così assurde da sembrare scritte da uno sceneggiatore sadico con esperienza aeroportuale.
Arriviamo in aeroporto pieni di entusiasmo. Volo EasyFly delle 11:20 per Edimburgo. Check-in fatto, controlli superati, bottiglietta d’acqua da 3,90 euro acquistata come se fosse un bene di lusso importato direttamente dalle Highlands. Ci sediamo al gate convinti che nel giro di poco saremmo stati in Scozia a fare foto malinconiche ai tetti bagnati dalla pioggia.
Alle 11:05 arriva il primo annuncio:
“Il volo è leggermente in ritardo.”
E va bene. Fin qui tutto normale. In aeroporto, il ritardo è praticamente parte dell’arredamento.
Alle 11:40 secondo annuncio:
“Ci scusiamo, stiamo aspettando il comandante.”
Qui iniziamo a guardarci in faccia, ma ancora con fiducia. Una fiducia sciocca, ingenua, tipica di chi non ha ancora capito che il proprio weekend sta già prendendo fuoco.
Alle 12:20 il capolavoro:
“L’equipaggio è completo, manca solo il pilota.”
Solo il pilota.
Che, nel contesto di un aereo, è un dettaglio quasi trascurabile. Tipo le ruote per una macchina. O il chirurgo durante un’operazione.
Alle 13:00 distribuiscono buoni da 5 euro. Chi frequenta gli aeroporti conosce bene il significato reale di quel gesto: non è assistenza, è il preludio istituzionale alla disperazione. In pratica ti stanno dicendo: “Non sappiamo come andrà a finire, ma intanto comprati un tramezzino umido e soffri in silenzio.”
Alle 14:00, contro ogni logica e ogni dignità operativa, ci imbarcano davvero. Saliamo sull’aereo. Io mi sistemo al posto, Luca ritrova la speranza, io faccio perfino la foto dal finestrino, pronta a pubblicarla con una caption da persona felice e in partenza tipo On the way to the Highlands.
Alle 14:20, mentre ormai mi ero quasi illusa, arriva l’annuncio finale, quello che ti spezza dentro più di una rottura via WhatsApp:
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