Il caldo è ancora peggio.

Alla terza notte insonne mi alzo. Decido che dormirò in cucina. Mi sdraio su una panchina e scopro che un cane gigantesco gira libero. Non l’avevo mai visto prima. Non so a chi appartenga. Non so se sia aggressivo. Sono terrorizzata. In realtà è amichevole. Mi lecca i piedi. Ma non se ne va. E io non dormo.

Passo le ore a leggere fino all’alba, in uno stato mentale che definirei “sopravvivenza”. Quando arriva il primo membro dello staff corro a svegliare il mio ragazzo, che non so come sia riuscito a restare in camera. Saliamo in macchina e scappiamo.

I proprietari ci fanno un piccolo sconto e ci spiegano che, se non eravamo disposti a convivere con la natura, forse l’agriturismo non faceva per noi. Ed è vero.
Ma la prossima volta scelgo la natura dove, se mi mordono, almeno c’è l’aria condizionata.