Il salvataggio finale
Dopo 3 ore arriva finalmente un rimorchiatore minuscolo, talmente minuscolo che sembra un giocattolo Kinder.
Ci agganciano.
La barca sobbalza.
Tutti urlano.
Io penso: ecco, muoio così, trainata da un trattore marino in scala 1:10.
Rientriamo a Palermo alle 14:30 invece che alle 9:40.
La prima cosa che facciamo?
Una granita al limone.
La seconda?
Riprendere a litigare, ovviamente.
«Non si parte mai più senza aliscafo.»
«Non si parte più insieme, direi.»
«Firmo.»
Il terapeuta ci accoglie il giorno dopo.
«Allora… com’è andato il weekend?»
Io: «Abbiamo rischiato di morire.»
Luca: «E di ucciderci.»
Terapeuta: «Perfetto. Stiamo facendo progressi.»