Ore 10:05 – Indovinate?

Il bus
non
c’è
più.

La mia vita è un reality show girato male.

Penso seriamente di restare a vivere lì e vendere acqua ai turisti bloccati.
Mi immagino già: Señora Huaquillas, con cappellino di paglia, slogan motivazionale “timbrata dentro, timbrata fuori”.

Ore 11:00 – L’apparizione

Il bus torna.
Ancora una volta.

Saliamo tutti con lo sguardo perso di un gruppo di orfani del destino.
Dentro puzza di piedi, di disperazione, di sudore e di speranza morta.

Mi lancio sul sedile, esausta, stravolta, sporca, affamata, e con l’impressione di aver
pagato per vivere un episodio di Black Mirror ambientato in Sudamerica.

Ore 15:00 – Arrivo a Piura

Sono viva.
Sono intera.
Sono un involucro di me stessa.

Mi guardo allo specchio del bagno della stazione di Piura: ho i capelli in stile “vento tropicale intensità tsunami”, occhiaie color malva e la postura di una donna che ha appena rivisto la propria vita passare davanti agli occhi.

Ma ce l’ho fatta.

E giuro solennemente che mai più attraverserò un confine terrestre in Sudamerica di notte.
O di giorno.
O in generale.