Il ritorno finale: sopravvivere al Flixbus 2.0
La mattina, miracolosamente vivi, troviamo un altro autobus diretto a Milano.
È sovraffollato, naturalmente.
Saliamo spinti dalla massa e rimaniamo incastrati tra:
– una famiglia con tre bambini urlanti,
– un turista che dorme con la bocca aperta come una grotta,
– due valigie semichiuse che ci cadono addosso ogni curva.
Samuele a un certo punto sussurra:
“Luca… non voglio più vedere l’Europa. Mai più.”
Io gli rispondo:
“Neanche quella dentro l’Eurospin.”
La morale (amara) del ritorno
Quando finalmente entriamo a Milano, sembriamo due reduci.
E ripensando al tutto, mi viene da ridere. E da piangere. E da denunciare.
La nostra prima avventura europea?
Altro che fascino bohémien, altro che romanticismo da Interrail.
È stata una lezione grande così:
La spontaneità è bellissima…
finché non ti ritrovi a piangere in un autogrill della Foresta Nera
usando il Wi-Fi del bagno per chiedere soldi a tua madre