Intanto la valigia di mia zia diventa una leggenda.
Ogni giorno qualcuno ci dice:
“Forse è ad Antsirabe.”
“Forse l’hanno spedita a Nosy Be.”
“Forse è tornata in Francia.”
Era come cercare un tesoro con una mappa disegnata da un bambino.
Nel frattempo, noi a fare safari in jeep mezze rotte, con gli stessi pantaloni che ormai si reggevano in piedi da soli.
Dormivamo in lodge dove l’acqua arrivava a giorni alterni, ma la speranza era costante: “domani forse la valigia arriva”.
Spoiler: no.
Al decimo giorno ci eravamo rassegnate.
Avevamo sviluppato un sistema di rotazione della biancheria quasi militare: “oggi tocca a te gli slip puliti, domani a me il pareo fresco”.
Ridevamo per non piangere.
I lemuri, almeno loro, sembravano divertirsi a guardarci.