Lo scooter, intanto, rimane abbandonato come monumento al fallimento. Quando chiamo il noleggiatore, lui ride: “No problem, it happens every week.” Perfetto, faccio parte della cultura locale.
La sera, sfinito, un gruppo di pensionati tedeschi mi offre una birra: racconto la mia epopea e loro ridono come fosse cabaret. Io rido meno, ma bevo volentieri.
Dopo tre giorni di pellegrinaggi, finalmente stringo in mano il mio ETD, il documento provvisorio che mi permetterà di rientrare in Italia. Sembra la pergamena di un film fantasy, solo più brutta e col timbro storto.
All’aeroporto, il poliziotto greco lo osserva e poi mi guarda. “Italiano?”, chiede.
Annuisco.
Lui sorride, scuote la testa e mi lascia passare.
E lì capisco la verità: non sono un viaggiatore. Sono una categoria protetta. Il turista sprovveduto mediterraneo.