Scopriremo solo dopo che mio suocero aveva fatto di peggio. Invece di andare verso Norimberga, si era convinto che i parenti vivessero a Stoccarda. Due ore buone a guidare in direzione opposta, fermandosi in un’osteria bavarese dove aveva chiesto la strada ordinando una birra da mezzo litro. “Tanto mi oriento con le stelle”, aveva detto. Peccato che fosse coperto da nuvoloni.
Atto VI – La polizia locale
Io e mio marito, disperati, decidiamo di fermarci a chiedere a una pattuglia. Consegniamo ai due poliziotti il foglietto con l’indirizzo dei parenti. Loro si guardano, ridono e uno commenta: “Das ist weit… sehr weit” (è lontano… molto lontano). Poi ci fanno un disegnino sulla cartina con frecce e crocette che sembrava la mappa del tesoro di un pirata ubriaco.
Il ricongiungimento miracoloso
Alla fine, dopo dieci ore di deviazioni, incroci, cabina telefonica inutile, indicazioni sbagliate e litigi da reality, arriviamo davanti alla casa dei parenti. Io e mio marito distrutti, i parenti preoccupati.
E proprio mentre stiamo raccontando la nostra odissea, si sente un clacson fuori. È mio suocero. Scende dall’auto sorridente, con una birra in mano e la frase più odiosa che potesse dire:
“Ve l’avevo detto che la sapevo io la strada.”