Io e mio marito finiamo su una strada secondaria, in mezzo a paesini dal nome lunghissimo con dentro sempre la parola “Bad”. Bad Hindelang, Bad Kohlgrub, Bad NonSoChe. Sembrava un videogioco in cui ogni volta sbucava lo stesso livello con scenografia diversa.
In uno di questi paesi, decidiamo di chiedere informazioni. Mio marito, spavaldo, si avvicina a un’anziana signora col grembiule e le fa:
“Norimberga… bitte?”
Lei ci fissa, scuote la testa e risponde in un dialetto che sembrava Klingon. Poi ci manda con un gesto verso il bosco.
Abbiamo seguito le mucche, non le indicazioni.
 
Atto III – La cabina telefonica maledetta
 
A un certo punto troviamo una cabina telefonica: salvezza! Cerchiamo i gettoni, ma in Germania funzionava solo con schede prepagate. Dopo mezz’ora di fila dietro a un signore che stava raccontando la sua vita intera al telefono, molliamo il colpo.
Intanto la luce del giorno calava, e noi ancora a girare tra stradine di campagna.
 
Atto IV – Lo scambio culturale
 
Arriviamo in un distributore. Mio marito, esasperato, decide di buttarsi col suo tedesco scolastico:
“Bitte, Norimberga… links oder rechts?”
Il benzinaio, impassibile, gli risponde “immer geradeaus”.
Traduzione: “sempre dritto”.
Mio marito capisce “sei già arrivato”. Risultato: mezz’ora a cercare Norimberga dentro il parcheggio del distributore.
 
Atto V – Intanto, il suocero

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