“Soddisfatta dell’asta?” mi chiede, con un sorriso a 32 denti.

Io, con lo sguardo di chi ha perso fede nell’umanità, rispondo solo:

“Ho comprato l’arte… contemporanea. Molto contemporanea. Plastica riciclata, direi.”

Lui ride. Io meno.

Sono tornata a casa con la valigia più leggera (200 euro in meno) e un set di cucchiaini che ora uso per il caffè, giusto per ricordarmi che nella vita, prima di fare offerte all’asta, bisognerebbe almeno dare un’occhiata dentro la scatola.

Mia madre, quando le ho raccontato la storia, ha detto solo:

“Beh, dai… almeno non sono coltelli. Quelli portano sfortuna.”

Io penso che la sfortuna l’ho già portata a casa tutta, con interessi.