La sera, per riprenderci, andiamo a vedere uno spettacolo. Locale pieno, musica, drag queen, playback, atmosfera folle e divertente. Finalmente ridiamo davvero. Io mi rilasso. Lui pure.
Troppo presto.
A fine spettacolo prendono alcuni uomini dal pubblico e li trascinano sul palco. Tra loro, naturalmente, il mio fidanzato. In pochi minuti me lo ritrovo travestito, arruolato in una coreografia improvvisata, con la faccia di chi aveva prenotato una vacanza in coppia e si è ritrovato concorrente non consenziente di un talent show tropicale.
Io, invece di salvarlo, faccio quello che farebbe qualsiasi persona innamorata.
Rido fino alle lacrime.
Alla fine siamo tornati a Bangkok stanchi, appiccicosi, pieni di souvenir taroccati, con lo stomaco diffidente, le gambe traumatizzate e una certezza: la Thailandia era stata meravigliosa.
Solo non nel modo elegante che avevamo immaginato.
Più che una vacanza, era stata una prova generale di matrimonio: voli annullati, pioggia, caldo, mare sbagliato, digestione ostile, trattative, mercati, massaggi, umiliazioni pubbliche e una ceretta che ancora oggi, se ci penso, mi fa chiedere scusa alle mie gambe.
Però siamo tornati insieme.
E questa, considerando il programma, è già una recensione a cinque stelle.