Avevamo prenotato un bilocale a Ceriale, “a due passi dal mare”, con aria condizionata, parcheggio e balcone vista spiaggia.
Arriviamo dopo ore di coda sull’A10 e la proprietaria, al telefono, ci fa:
“Le chiavi sono sotto il vaso, amore.”
Sotto il vaso troviamo tre chiavi, una molletta arrugginita e una cosa che decidiamo di non classificare.
Dopo dieci minuti entriamo.
La “vista mare” c’era, sì: bastava sporgersi dal balcone, girare il collo a sinistra e ignorare un palazzo color salmone con dodici parabole.
L’aria condizionata era un pinguino De’Longhi del 2004 con sopra un biglietto:
“Non mettere sotto i 25 che salta tutto.”
Il parcheggio incluso era un rettangolo dietro casa, già occupato da una Panda senza ruote.
Scrivo alla proprietaria:
“Scusi, dove parcheggiamo?”
“Dove trovate, tanto lì si conoscono tutti.”
Frase che in Liguria, ad agosto, significa: qualcuno verrà a bussarti in canottiera.
La notte, infatti, salta la corrente. Scendiamo a cercare il contatore e troviamo un signore in mutande che ci dice solo:
“Avete acceso il pinguino?”
“Sì.”
“Eh, allora.”
Poi tira su la leva e sparisce.
La mattina dopo andiamo finalmente in spiaggia. La “spiaggia libera a due passi” era una striscia di ghiaia tra due stabilimenti, larga quanto un corridoio dell’ASL.
Ci sistemiamo.
Dopo tre minuti arriva una signora:
“Quello è il posto di mio marito.”
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