Il ritorno non è andato meglio: volo in ritardo di otto ore, con snack “offerti dalla compagnia” che consistevano in una bottiglietta d’acqua calda e un pacchetto di cracker già aperti.
Sono tornato a casa con tre souvenir memorabili:
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un’ustione di terzo grado da sedia di plastica lasciata al sole;
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un’infestazione di punture di zanzara artisticamente distribuite solo sulle caviglie;
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la certezza che la prossima volta prenoto un agriturismo in Emilia e morta lì.
Fine del viaggio. Anzi, fine della mia carriera da turista low-cost.