Stavamo insieme da un paio di mesi e avevo accettato con entusiasmo quando “Lui” mi propose un viaggio a Sharm el-Sheikh.

“Un’occasione per stare insieme e goderci il mare” mi disse.

Io tentennai: “Guarda, in questo momento sono un po’ in ristrettezze economiche e non voglio che sia tu a pagare tutto… magari lo facciamo tra qualche mese, che ne dici?”.

“No no, assolutamente, pago tutto io! Non ti preoccupare, sono un mago nel trovare i posti fighi a prezzo modico. Penso a tutto io, non ti devi occupare di niente e poi, in fondo… ci siamo noi due e la spiaggia, basta questo no?”.

Tra me e me pensavo che fosse strano: in quei mesi era stato un vero maniaco del risparmio. Ogni volta che uscivamo a cena dividevamo il conto in due. Una volta arrivò persino a chiedermi indietro due euro prestati il giorno prima.

Alla fine accettai, consapevole che non sarebbe stata una vacanza faraonica (per restare in tema), ma un po’ arrangiata: un pretesto per stare insieme qualche giorno.

Appena arrivati, la prima sorpresa: l’hotel “vista mare”. Il mare c’era, ma solo stampato su un poster dietro la reception. Credo fosse l’unico hotel di Sharm all’interno. Per arrivare al mare bisognava farsi portare da una macchinina scassata guidata sempre dallo stesso personaggio.