Quest’anno eravamo partiti con le migliori intenzioni: niente vacanze last minute, niente improvvisazioni dell’ultimo secondo. Una volta tanto, vacanza programmata con largo anticipo, così da evitare ansie, stress e… fregature.
Illusi.

Abbiamo scelto Rodi: mare greco, spiagge bianche, archeologia da cartolina, e soprattutto la promessa di una settimana di nullafacenza organizzata. Eravamo in quattro, pronti a goderci il sogno ellenico.
Poi, due settimane prima della partenza, arriva la mail che ancora oggi ci perseguita come un incubo:

“Gentile cliente, ci dispiace comunicarle che non è più possibile partire per Rodi. Possiamo offrirle in alternativa Marsa Alam oppure il rimborso.”

Ora, niente contro Marsa Alam, ma noi volevamo la Grecia, non un resort nel deserto. Dopo un acceso dibattito di gruppo via chat — durato quanto una riunione ONU — decidiamo per il rimborso. L’agenzia ci tranquillizza: “Riceverete l’accredito entro 7 giorni lavorativi.”