Nessuna goccia.
Nemmeno un accenno di umidità.
Asciutto come il deserto del Sahara durante un’ondata di caldo.
Scendiamo alla reception.
“Scusate, credo che il rubinetto non funzioni.”
L’addetto sorride come se stessimo per assistere a una dimostrazione della tecnologia del futuro.
“Non è rotto. È intelligente.”
Questa frase, nella mia esperienza, precede sempre una catastrofe.
“Funziona con un sistema a sensori.”
Torno in camera.
Passo la mano sotto il rubinetto.
Niente.
Passo entrambe le mani.
Niente.
Agito le braccia come se stessi dirigendo un’orchestra.
Niente.
A quel punto muovo tutto il corpo.
Ancora niente.
Quando ormai sto rivalutando seriamente la possibilità di lavarmi con una bottiglietta d’acqua del minibar, il rubinetto decide finalmente di concedermi un sottilissimo filo d’acqua.
Durata dell’erogazione: circa sei secondi.
Tempo necessario per insaponarsi: trenta.
La doccia non era migliore.