Estate 2013, Ferragosto. Mentre tutti partivano per Ibiza, Formentera o Mykonos, noi avevamo scelto Santorini. L’idea era quella della classica vacanza da sogno in Grecia: case bianche, tramonti da cartolina, vino fresco vista caldera e foto perfette da portarsi a casa. Sulla carta, il paradiso. Nella realtà, una delle peggiori vacanze della nostra vita.
Il primo giorno a Thira sembrava tutto perfetto. Sole fortissimo, vicoli pieni di turisti, tavolini all’aperto, l’isola in pieno fermento di Ferragosto. Poi, all’improvviso, il blackout. Ventilatori fermi, frigoriferi spenti, bar muti, musica sparita. All’inizio pensavamo fosse il classico guasto di pochi minuti. Una cosa da niente, una pausa momentanea nel pieno dell’estate greca.
Peccato che non fosse affatto una breve interruzione di corrente.
La sera ci siamo spostati a Oia per vedere il tramonto, convinti che tutto si sarebbe risolto. Invece no: niente luci, niente insegne, solo candele ovunque. All’inizio sembrava quasi suggestivo. Le case bianche illuminate dalla luna, i vicoli trasformati in una scena sospesa tra cartolina romantica e film un po’ inquietante. Un’atmosfera bellissima, almeno finché non abbiamo scoperto che a Santorini la corrente non sarebbe tornata davvero per giorni.
Ed è lì che la vacanza a Santorini si è trasformata in un incubo.
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