Avevo deciso che non c’era modo migliore di spendere i soldi dell’assicurazione se non con un viaggio. Inutile rifare la cucina, tanto il forno non lo uso mai. Inutile cambiare macchina, tanto la Panda del ’99 non muore mai. Quindi, biglietto in mano, destinazione Marsa Alam. Sole, mare, barriera corallina e quella spiaggia da cartolina che chiamano Sharm El Luli, osannata in ogni blog di viaggi come “la Maldive d’Egitto”.

Arrivo piena di entusiasmo e, ovviamente, prenoto tutte le escursioni disponibili: barca, snorkeling, delfini, e soprattutto il tour a Sharm El Luli. Pensavo: “sarà una passeggiata sulla sabbia, un tuffo nell’acqua cristallina, due foto da mettere su Instagram e via”. Illusa.

La mattina del tour ci caricano su un pulmino bollente, senza aria condizionata ma con la radio a tutto volume che gracchia una hit araba ripetuta in loop per quaranta minuti. È lì che conosco la mia futura compagna di disavventura, una ragazza più o meno della mia età. Ci scambiamo due battute e subito scatta quella solidarietà tipica delle viaggiatrici solitarie: “Se muoio, avvisa mia madre.”