Ogni volta che provavo ad alzare il volume della musica per rilassarmi, partiva la protesta:
«Abbassa! Che non sento se arriva un’ambulanza!»
«Mamma, l’ambulanza la vedi anche con le luci.»
«Non si sa mai, magari oggi viaggiano senza sirena per risparmiare corrente.»

Il tratto finale è stato il più duro. Strada dritta, sole, zero traffico. Io quasi rilassato. Lei?
«Frena! Non vedi che c’è un incrocio?»
«Mamma, è un cavalcavia. Non c’è niente.»
«Eh, ma magari qualcuno passa lo stesso.»

Arriviamo dopo ore che sembravano giorni. Spengo il motore, scendo dall’auto distrutto, come se avessi guidato la Parigi-Dakar in retromarcia.

E lei, trionfante:
«Hai visto? Se non c’ero io a dirtelo, chissà dove finivamo.»

Io invece già pensavo: la prossima volta, 309 km li faccio a piedi. Sicuramente ci metto meno e sento anche meno “Vai piano!”.