Era tutto pronto: due notti a Rimini, hotel “vista mare”, colazione infinita, piscina panoramica. Una fuga romantica low cost, con tanto di recensioni entusiaste: “Un’oasi di pace a due passi dal mare.”
Siamo arrivati pieni di aspettative.
Il mare l’abbiamo sentito subito, ma coperto dal frastuono. TATATATATA! martelli pneumatici, trapani, colpi di martello, urla di muratori. Siamo rimasti fermi in macchina a guardarci: “Sarà il palazzo accanto.”
No. Era il nostro hotel.
Entriamo nella hall. O meglio, in quello che restava della hall: un corridoio coperto di teli di plastica, sacchi di calce e secchi di vernice. Al posto del bancone reception c’era un tavolo da campeggio, dietro cui stava un ragazzo sudato, maglietta del torneo di calcetto e faccia di uno che fino a cinque minuti prima stava mescolando cemento.
«Benvenuti! Stiamo facendo dei piccoli lavori, ma tranquilli: zero disagi!»
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